SCUOLA INCLUSIVA
La scuola
è attenta ai bisogni educativi speciali di tutti gli alunni e si adopera nella
costruzione di un contesto inclusivo attraverso la relazione, la comunicazione
e la didattica.
L’integrazione
degli alunni con disabilità è un obiettivo prioritario della Scuola Media
Statale “L. Stefanini” e “A. Martini” e fa riferimentoalle “Linee guida per l’integrazione
scolastica degli alunni con disabilità” MIUR del 4/08/2009 e a quanto stipulato
nell’“Accordo di programma per l’integrazione scolastica e sociale delle
persone con disabilità tra Enti della Provincia di Treviso” nel 2007.
Nel
rispetto del diritto allo studio, la scuola attua la personalizzazione dei
processi apprendimento- insegnamento e favorisce lo sviluppo della autonomia
personale, sociale e cognitiva, sviluppando i punti di forza degli alunni.
I consigli
di classe e i docenti specializzati lavorano in sinergia con la famiglia, gli
enti e strutture territoriali e gli operatori sanitari nella co-costruzione del
percorso scolastico e, soprattutto, del progetto di vita.
Tutto il
percorso viene documentato attraverso la certificazione, la diagnosi
funzionale, il profilo dinamico funzionale e il piano educativo
individualizzato.
Il protocollo di lavoro si sviluppa seguendo le seguenti
fasi:
- creare continuità tra scuola primaria e scuola
secondaria di I°
- accogliere l’alunno
- costruire un ambiente inclusivo
- sviluppare l’autonomia (personale, sociale,
cognitiva)
- sviluppare le abilità personali
- rinforzare le potenzialità deboli
-monitorare costantemente e/o rimodellare il percorso
personalizzato
- accompagnare nel passaggio alla scuola secondaria di
II°.
| | |
accoglienza | integrazione | promozione umana |
|
| |
| strategie di intervento | |
|
| |
| -------------> | - Collaborazione
con la famiglia
- Collaborazione
con enti/strutture territoriali
- Collaborazione
con gli operatori sanitari
- Utilizzo
di docenti specializzati
| collaborazioni |
| -------------> | | documentazione |
| -------------> | - Ambito
personale/affettivo
- Ambito
socio relazionale
- Ambito
tecnico –didattico
| ambiti di intervento |
| -------------> | - Accoglienza
dell’alunno
- Sviluppo
delle abilita’ possedute
- Rinforzo
delle potenzialita’ deboli
- Integrazione
dell’alunno
| obiettivi/finalita’ |
PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO
(D.P.R. 24 –02-
1994)
Il Piano Educativo Individualizzato è il
documento nel quale vengono descritti gli interventi
integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per l’alunno in situazione
di handicap, in un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione
del diritto allo studio e all’istruzione.
Il PEI è redatto congiuntamente dagli operatori
sanitari individuati dalla USL, dal personale
insegnante curricolare e di sostegno della
scuola, in collaborazione con i genitori o gli esercenti la patria potestà
La progettazione educativa
e didattica (formativa) del Consiglio di classe, mira a condurre ciascun
alunno, anche in gravi difficoltà, da condizioni iniziali di
semplicità-eteronimia,
a fasi progressive di complessità-autonomia, attraverso percorsi individualizzati.
Il progetto, pertanto, parte dall’accettazione
del soggetto nella sua realtà, tiene conto delle potenzialità effettivamente
in suo possesso e mira a rinforzare le potenzialità deboli, secondo obiettivi
preventivati in seno al consiglio di classe, in base alcriterio della
ridotta complessità(riduzione della complessità rispetto agli obiettivi
educativi e didattici trasversali e generali, validi per tutti gli alunni
e formulati in seno al Collegio dei docenti).
Il Progetto Educativo, inoltre, deve tentare
di dare risposte concrete ai bisogni accertati dei ragazzi, in particolare
dei ragazzi disabili.
Gli interventi previsti devono corrispondere
alla qualità del bisogno e quindi essere mirati su:
- l’individuo
(ambito personale/affettivo-relazionale)
- la persona
in relazione (ambito socio-relazionale)
- la persona-soggetto
in apprendimento (ambito tecnico-didattico/cognitivo)
I tre ambiti hanno un carattere processuale
ed interattivo e si fondano sulla specificità e peculiarità del soggetto.
Il Progetto Educativo si snoda in un percorso
formativo di cui le tappe sono:
- Situazione
di partenza
- Percorsi
adeguati
- Prestazioni
- Criteri
- Livelli
(valutazione)
Si considera quanto segue :
· L’analisi
della situazione di partenza è conseguente ad un periodo di attenta
osservazione del soggetto e di raccolta di documentazione.
L’analisi
della situazione di partenza dei ragazzi in situazione di handicap è particolarmente
delicata in quantodifficilmente riconducibile a livelli
standardizzati; quindi implica l’apporto degli operatori sanitari e della
famiglia oltre che dei docenti, come previsto dalla Legge 104/’92 vedi
Profilo Dinamico Funzionale).
L’individuazione delle potenzialità o del presumibile livello di sviluppo
successivo, completa il quadro della progettualità.
PROPOSTE PER LA STESURA
DEL PROFILO DINAMICO, FUNZIONALE AD UN PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO
1. Possibili aree di osservazione:
- area affettiva
- area sensoriale
- ambito
personale
- area psico-motoria
- area relazionale
(ambito sociale)
- area cognitiva
(ambito tecnico-didattico)
2. Possibili campi di indagine
| Ambito
personale – Area affettiva | - Conoscenza di sé
- Concetto di sé
- Acquisizione/organizzazione dei valori
- Livello di corrispondenza tra i valori assunti e comportamento
personale
- Modo di porsi nei confronti di se stesso e degli altri
- Eventuali caratteristiche del temperamento
(pulsioni, istinti, sentimenti, affetti……)
- Livello di predominanza ragione-affetti
- Altro……….
|
| Ambito
personale – area sensoriale | - Funzionalità visiva, uditiva……………
|
| Ambito
personale – area psico-motoria | - Rapporto tra sviluppo fisico
e sviluppo psicologico
- Rapporto
corpo-spazio
- Rapporto
corpo-movimento
- Motricità globale
- Motricità fine
- Altro………
|
| Ambito
sociale – area relazionale | - Rapporto con gli altri connotato da vari
ambiti prospettici:razionale- valoriale-civile-affettivo…
- Livello di
riconoscimento e di accettazione degli altri (adulti-coetanei……)
- Livello di
interazione e di integrazione con gli altri sotto il profilo
sociale, civile,culturale,valoriale……)
- Altro……
|
| Ambito
tecnico-didattico – area
cognitiva | - Abilità linguistiche (comunicazione)
- Abilità logiche
(potenzialità intellettive-sviluppo delle categorie del pensiero
/osservazione-comprensione-riflessione-ragionamento….)
- Abilità creativo-espressive
(produzione)
- Abilità operative
(metodo di lavoro)
- Rapporto con
l’organizzazione scolastica
- Rapporto
con il materiale scolastico
- Atteggiamento
nei confronti dell’apprendimento: interesse - curiosità/attenzione
- concentrazione/partecipazioen/impegno - applicazione/collaborazione/autonomia
operativa/tempi personali di apprendimento/interessi specifici/attitudini
particolari/altro………..
|
Per una definizione più articolata delle
tre aree si potrebbe fare riferimento alla tassonomia di Bloom (area
cognitiva), a quella di Kratwohl (area affettiva)
a quella di Harrow (area psico – motoria).
Sono da definire, inoltre, modalità, strategie
operative, metodologie, scansioni temporali………
PROGETTO DI
ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI IN SITUAZIONE
DI HANDICAP
Richiamando l’articolo 3 della Costituzione
italiana che sancisce che “E’ compito della repubblica rimuovere gli
ostacoli di ordine economico e sociale che,
limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impedisce
il pieno sviluppo della persona umana……….” Il D.M. 9 febbraio 1979
nella Parte Prima, all’art.3 della Premessa generale, individua come
principio e fine generale della Scuola media “ La promozione
della persona umana in tutte le direzioni : etiche , religiose,
sociali, intellettive, affettive, creative……..”
Nella Parte Seconda della Premessa generale,
all’art.2, precisa “ Pone particolari problemi la presenza di alunni
portatori di handicap i quali evidentemente esigono il rispetto più attento della loro differenziata situazione e la messa
in azione di appropriati interventi educativi e didattici……….Gli interventi
specialistici di medicina scolastica, la disponibilità di docenti particolarmente
preparati, il serviziosocio-psico-pedagogico,
le forme particolari di sostegno previsti dalla Legge n.517 del 1977……..concorrono
proprio ad assicurare un servizio scolastico adeguato alla delicatezza
dell’inserimento . Di fronte a queste situazioni,
peraltro, l’individualizzazione didattica diventa esigenza imprescindibile
nella programmazione del Consiglio di Classe…………….”
La legge n. 104 (Legge Quadro) del 5-2-1992,
all’art.3, comma 1 e 2, definisce come “persona handicappata colui che presenta
una minoranza fisica, psichica o sensoriale , stabilizzata o progressiva
che è causa di difficoltà di apprendimento,
di relazione, di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo
sociale o di emarginazione…….”
Precisa, poi, che “ La persona handicappata
ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura
E alla consistenza della minorazione, alla
capacità complessiva individuale residua e alla efficacia
delle terapie riabilitative”.
E’ obbligo di ciascuna Istituzione
scolastica, dunque, l’accoglienza, l’integrazione, la promozione umana
degli alunni portatori di handicap; nonché l’adozione di strategie di
intervento, quanto più possibile idonee, in collaborazione con tutte
le strutture operative offerte dal territorio e con la collaborazione
delle famiglie degli alunni disabili.
Ciò nel rispetto, non solamente del dettame
legislativo, ma anche della dignità e dell’intrinseco valore della persona
umana, depositaria di diritti e di doveri, unica ed irripetibile nel
suo “essere persona”.
La Legge n. 517 del 1977, al fine di favorire
l’attuazione del diritto allo studio di ciascun alunno, ed in particolare
degli alunni in situazione di handicap, prevede interventi di collaborazione
tra Stato, Enti locali preposti (Scuola,Comune,Provincia,Regione,USL,……..)e
la famiglia del ragazzo disabile.
L’attività di integrazione
scolastica dell’alunno portatore di handicap è da intendersi, dunque,
come lavoro di équipe che si avvale delle competenze:
1. Di operatori
sanitari , per l’individuazione della diagnosi , medica e funzionale
e per le indicazioni delle prestazioni di tipo riabilitativo.
2. Di operatori
scolastici, docenti delle varie discipline e docente di sostegno, per
l’individuazione delle strategie pedagogiche e didattiche utili all’attivazione
dell’apprendimento.
3. Della
famiglia , per l’individuazione dei bisogni
affettivi e relazionali dell’alunno.
La C.M. n.258 del 22 settembre 1983,art.3,
comma 3, stabilisce che “Gli operatori scolastici e gli operatori dei
servizi territoriali,interessandoi genitori di ciascun bambino,definiscono
insiemeun programma da attuare in un tempo determinato (mese, trimestre,
anno scolastico……);collegano e integranoin un Piano Educativo
Personalizzato gli interventi didattici, educativi, terapeutici, riabilitativi
(scolastici ed extrascolastici);stabilisconoi tempi e i modi
delle verifiche……..”
La C.M. n.250 del 3 settembre 1985, prot.2402,
chiarisce che “Dal punto di vista dell’azione educativa che la scuola
deve compiere, non ha importanza tanto la classificazione tipologica
dell’handicap, quanto l’analisi e la conoscenza delle potenzialità del
soggetto che ne è portatore e la definizione
dei suoi bisogni educativi…….”
La Legge n.104, già citata, chiarisce che
l’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della
persona che si trova in situazione di handicap, nell’apprendimento,
nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione.
La C.M. n. 250 già citata, ed il successivo
D.P.R. 24 – 02 -1994 precisano che alla segnalazione dell’alunno come
portatore di handicap ed alla acquisizione della
relativa documentazione, deve far seguito unaDiagnosi Funzionalead
un intervento educativo e didattico adeguato, alla cui definizione provvede
l’unità multidisciplinare composta dal medico specialista nella patologia
segnalata,dallo specialista in neuropsichiatria infantile, dal terapista
della riabilitazione………..
LaDiagnosi Funzionaledovrà porre
in evidenza, “ Accanto ai dati anagrafici e familiari, il profilo dell’alunno
dal punto di vista fisico, psichico, sociale e affettivo, e comportamentale
e dovrà mettere in rilievo, sia le difficoltà di
apprendimento conseguenti alla situazione di handicap e le relative
possibilità di recupero, sia le capacità e le abilità possedute che devono
essere sostenute , sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate…..” PerDiagnosiFunzionalesi intende
la descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato
psico-fisico dell’alunno in situazione di handicap al momento in cui
accede alla struttura sanitaria per conseguire gli interventi previsti
dagli art. 12 e 13 della Legge n.104/1992.
La Circolare Regionale n.33 del 20 Ottobre
1993, precisa che laDiagnosi Funzionaledeve comportare la descrizione
delle seguenti aree :cognitiva, linguistica, relazionale, sensoriale,motorio-prassicae dell’autonomia.
AllaDiagnosi Funzionalefa seguito
unProfilo Dinamico funzionale(art.12-COMMA 5 - Legge 104/92)
ai fini della formulazione di un Piano Educativo Personalizzato (inserito
nella Programmazione didattica e del Consiglio di classe e disciplinare
di ciascun docente) alla cui elaborazione partecipano docenti
delle varie discipline, docente specializzato di sostegno, operatori
delle Unità Sanitarie Locali , famiglia.
IlProfilo Dinamico Funzionaleindica
le caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dell’alunno;
pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento conseguenti
alla situazione di handicap, sia le possibilità di recupero, sia le capacità possedute
che devono essere sostenute, sollecitate e progressivamente rafforzate
e sviluppate.
All’interno dei Consigli di Classe della
SMSL.Stefaninie sede coordinataA.Martini, in cui sono inseriti alunni portatori di handicap si
dovrà:
1. Effettuare almeno
tre incontri, nell’anno scolastico, con gli operatori sanitari ed i genitori
del ragazzo che si trova in situazione di handicap – Tali incontri saranno
preventivati ed inseriti nel Piano Annuale delle attività dei docenti.
· All’inizio
dell’anno scolastico per la progettazione del Piano Educativo Individualizzato
dell’allievo
· A
metà anno scolastico per la verifica in itinere
· A
fine anno scolastico per la verifica finale
2. Nel
caso di handicap particolarmente gravi gli incontri saranno modulati
sulla base delle difficoltà emergenti e concordati all’interno di ciascun
Consiglio di classe.
3. Richiedere,
presso gli operatori sanitari, la diagnosi funzionale del disabile,
ad ogni nuovo inserimento e/o all’inizio del nuovo ciclo scolastico.
4. Formulare,
all’inizio di ciascun anno scolastico, il Profilo Dinamico Funzionale
dell’allievo, in collaborazione con gli operatori sanitari e
con la famiglia del ragazzo.
5. Stendere,
all’inizio di ciascun anno scolastico, il PEI dell’allievo , sulla
base della diagnosi medica, della diagnosi funzionale e del profilo dinamico
funzionale, in riunione congiunta degli operatori scolastici, degli operatori
sanitari e della famiglia.
6. Individuare
nel docente di sostegno, tra le altre, due funzioni fondamentali :
·Funzione-filtro- attraverso
il docente di sostegno passano tutte le attività che ruotano intorno
al ragazzo che si trova in situazione di handicap.
· Funzione-
tramite - il docente di sostegno è il tramite per il collegamentoscuola-famiglia-operatorisanitari
7. Fornire
informazione quanto più possibile dettagliata ed aggiornata sulla normativa
relativa alla integrazione scolastica degli alunni che si trovano
in situazione di handicap, attraverso il Coordinatore del Consiglio di
classe
8. Promuovere
il raccordo tra i vari ordini di scuola negli anni “ponte”, in
relazione alla continuità educativa e didattica, attraverso il
passaggio delle informazioni quanto più possibile dettagliate e attraverso
il passaggio della documentazione.
Legge n.104/1992