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Riferimenti
Scuola media statale Luigi Stefanini - Treviso

sede L. Stefanini - viale Terza Armata 35
sede A. Martini - via Dorigo 10


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SCUOLA INCLUSIVA

La scuola è attenta ai bisogni educativi speciali di tutti gli alunni e si adopera nella costruzione di un contesto inclusivo attraverso la relazione, la comunicazione e la didattica.

L’integrazione degli alunni con disabilità è un obiettivo prioritario della Scuola Media Statale “L. Stefanini” e “A. Martini” e fa riferimentoalle “Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità” MIUR del 4/08/2009 e a quanto stipulato nell’“Accordo di programma per l’integrazione scolastica e sociale delle persone con disabilità tra Enti della Provincia di Treviso” nel 2007.

Nel rispetto del diritto allo studio, la scuola attua la personalizzazione dei processi apprendimento- insegnamento e favorisce lo sviluppo della autonomia personale, sociale e cognitiva, sviluppando i punti di forza degli alunni.

I consigli di classe e i docenti specializzati lavorano in sinergia con la famiglia, gli enti e strutture territoriali e gli operatori sanitari nella co-costruzione del percorso scolastico e, soprattutto, del progetto di vita.

Tutto il percorso viene documentato attraverso la certificazione, la diagnosi funzionale, il profilo dinamico funzionale e il piano educativo individualizzato.

Il protocollo di lavoro si sviluppa seguendo le seguenti fasi:

- creare continuità tra scuola primaria e scuola secondaria di I°

- accogliere l’alunno

- costruire un ambiente inclusivo

- sviluppare l’autonomia (personale, sociale, cognitiva)

- sviluppare le abilità personali

- rinforzare le potenzialità deboli

-monitorare costantemente e/o rimodellare il percorso personalizzato

- accompagnare nel passaggio alla scuola secondaria di II°.



accoglienza

integrazione

promozione umana


strategie di intervento

 

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  • Collaborazione con la famiglia
  • Collaborazione con enti/strutture territoriali
  • Collaborazione con gli operatori sanitari
  • Utilizzo di docenti specializzati

 

collaborazioni

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  • Diagnosi medica
  • Diagnosi funzionale
  • Profilo dinamico funzionale
  • Piano educativo individualizzato

 

documentazione

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  • Ambito personale/affettivo
  • Ambito socio relazionale
  • Ambito tecnico –didattico

 

ambiti di intervento

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  • Accoglienza dell’alunno
  • Sviluppo delle abilita’ possedute
  • Rinforzo delle  potenzialita’ deboli
  • Integrazione dell’alunno

 

obiettivi/finalita’


PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO (D.P.R. 24 –02- 1994)

Il Piano Educativo Individualizzato è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per l’alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto allo studio e all’istruzione.

Il PEI è redatto congiuntamente dagli operatori sanitari individuati dalla USL, dal personale insegnante curricolare e di sostegno della scuola, in collaborazione con i genitori o gli esercenti la patria potestà

La progettazione educativa e didattica (formativa) del Consiglio di classe, mira a condurre ciascun alunno, anche in gravi difficoltà, da condizioni iniziali di semplicità-eteronimia, a fasi progressive di complessità-autonomia, attraverso percorsi individualizzati.

Il progetto, pertanto, parte dall’accettazione del soggetto nella sua realtà, tiene conto delle potenzialità effettivamente in suo possesso e mira a rinforzare le potenzialità deboli, secondo obiettivi preventivati in seno al consiglio di classe, in base alcriterio della ridotta complessità(riduzione della complessità rispetto agli obiettivi educativi e didattici trasversali e generali, validi per tutti gli alunni e formulati in seno al Collegio dei docenti).

Il Progetto Educativo, inoltre, deve tentare di dare risposte concrete ai bisogni accertati dei ragazzi, in particolare dei ragazzi disabili.

Gli interventi previsti devono corrispondere alla qualità del bisogno e quindi essere mirati su:

  • l’individuo (ambito personale/affettivo-relazionale)
  • la persona in relazione (ambito socio-relazionale)
  • la persona-soggetto in apprendimento (ambito tecnico-didattico/cognitivo)

I tre ambiti hanno un carattere processuale ed interattivo e si fondano sulla specificità e peculiarità del soggetto.

Il Progetto Educativo si snoda in un percorso formativo di cui le tappe sono:

  1. Situazione di partenza
  2. Percorsi adeguati
  3. Prestazioni
  4. Criteri
  5. Livelli (valutazione)

Si considera quanto segue :

·         L’analisi della situazione di partenza è conseguente ad un periodo di attenta osservazione del soggetto e di raccolta di documentazione.

L’analisi della situazione di partenza dei ragazzi in situazione di handicap è particolarmente delicata in quantodifficilmente riconducibile  a livelli standardizzati; quindi implica l’apporto degli operatori sanitari e della famiglia oltre che dei docenti, come previsto dalla Legge 104/’92 vedi Profilo Dinamico Funzionale).

L’individuazione delle potenzialità o del presumibile livello di sviluppo successivo, completa il quadro della progettualità.

PROPOSTE PER LA STESURA DEL  PROFILO DINAMICO, FUNZIONALE AD UN PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO

1. Possibili aree di osservazione:

  • area affettiva
  • area sensoriale
  • ambito personale
  • area psico-motoria
  • area relazionale (ambito sociale)
  • area cognitiva (ambito tecnico-didattico)

2. Possibili campi di indagine

Ambito personale – Area affettiva
  • Conoscenza di sé
  • Concetto di sé
  • Acquisizione/organizzazione dei valori
  • Livello di corrispondenza tra i valori assunti e comportamento personale
  • Modo di porsi nei confronti di se stesso e degli altri
  • Eventuali caratteristiche del temperamento (pulsioni, istinti, sentimenti, affetti……)
  • Livello di predominanza ragione-affetti
  • Altro……….
Ambito personale – area sensoriale
  • Funzionalità visiva, uditiva……………
Ambito personale – area psico-motoria
  • Rapporto tra sviluppo fisico e sviluppo psicologico
  • Rapporto corpo-spazio
  • Rapporto corpo-movimento
  • Motricità globale
  • Motricità fine
  • Altro………
Ambito sociale – area relazionale
  • Rapporto con gli altri connotato da vari ambiti prospettici:razionale- valoriale-civile-affettivo…
  • Livello di riconoscimento e di accettazione degli altri (adulti-coetanei……)
  • Livello di interazione e di integrazione con gli altri sotto il profilo sociale, civile,culturale,valoriale……)
  • Altro……
Ambito tecnico-didattico – area cognitiva
  • Abilità linguistiche (comunicazione)
  • Abilità logiche (potenzialità intellettive-sviluppo delle categorie del pensiero /osservazione-comprensione-riflessione-ragionamento….)
  • Abilità creativo-espressive (produzione)
  • Abilità operative (metodo di lavoro)
  • Rapporto con l’organizzazione scolastica
  • Rapporto con il materiale scolastico
  • Atteggiamento nei confronti dell’apprendimento: interesse - curiosità/attenzione - concentrazione/partecipazioen/impegno - applicazione/collaborazione/autonomia operativa/tempi personali di apprendimento/interessi specifici/attitudini particolari/altro………..

Per una definizione più articolata delle tre aree  si potrebbe fare riferimento alla tassonomia di Bloom (area cognitiva), a quella di Kratwohl (area affettiva) a quella di Harrow (area psico – motoria).

Sono da definire, inoltre, modalità, strategie operative, metodologie, scansioni temporali………


PROGETTO  DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI IN SITUAZIONE DI HANDICAP

Richiamando l’articolo 3 della Costituzione italiana che sancisce che “E’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impedisce il pieno sviluppo della persona umana……….”   Il D.M. 9 febbraio 1979 nella Parte Prima, all’art.3 della Premessa generale, individua come principio e fine generale della Scuola media “ La promozione della persona umana in tutte le direzioni : etiche , religiose, sociali, intellettive, affettive, creative……..”

Nella Parte Seconda della Premessa generale, all’art.2, precisa “ Pone particolari problemi la presenza di alunni portatori di handicap i quali evidentemente esigono il rispetto più attento della loro differenziata  situazione e la messa in azione di appropriati interventi educativi e didattici……….Gli interventi specialistici  di medicina scolastica, la disponibilità di docenti particolarmente preparati, il serviziosocio-psico-pedagogico, le forme particolari di sostegno previsti dalla Legge n.517 del 1977……..concorrono proprio ad assicurare un servizio scolastico adeguato alla delicatezza dell’inserimento . Di fronte a queste situazioni, peraltro, l’individualizzazione didattica diventa esigenza imprescindibile nella programmazione del Consiglio di Classe…………….”

La legge n. 104 (Legge Quadro) del 5-2-1992, all’art.3, comma 1 e 2, definisce come “persona handicappata colui che presenta una minoranza fisica, psichica o sensoriale , stabilizzata o progressiva che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione, di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo sociale o di emarginazione…….”

Precisa, poi, che “ La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura

E alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie  riabilitative”.

E’ obbligo di ciascuna  Istituzione scolastica, dunque, l’accoglienza, l’integrazione, la promozione umana degli alunni portatori di handicap; nonché l’adozione di strategie di intervento, quanto più possibile idonee, in collaborazione con tutte le strutture operative offerte dal territorio e con la collaborazione delle famiglie degli alunni disabili.

Ciò nel rispetto, non solamente del dettame legislativo, ma anche della dignità e dell’intrinseco valore della persona umana, depositaria  di diritti e di doveri, unica ed irripetibile nel suo “essere persona”.

La Legge n. 517 del 1977, al fine di favorire l’attuazione del diritto allo studio di ciascun alunno, ed in particolare degli alunni in situazione di handicap, prevede interventi di collaborazione tra Stato, Enti locali preposti (Scuola,Comune,Provincia,Regione,USL,……..)e la famiglia del ragazzo disabile.

L’attività di integrazione scolastica dell’alunno portatore di handicap è da intendersi, dunque, come lavoro di équipe che si avvale delle competenze:

1.        Di operatori sanitari , per l’individuazione della diagnosi , medica e funzionale e per le indicazioni delle prestazioni di tipo riabilitativo.

2.        Di operatori scolastici, docenti delle varie discipline e docente di sostegno, per l’individuazione delle strategie pedagogiche e didattiche utili all’attivazione dell’apprendimento.

3.        Della famiglia , per l’individuazione dei bisogni affettivi e relazionali dell’alunno.

La C.M. n.258 del 22 settembre 1983,art.3, comma 3, stabilisce che “Gli operatori scolastici e gli operatori dei servizi territoriali,interessandoi genitori di ciascun bambino,definiscono insiemeun programma da attuare in un tempo determinato (mese, trimestre, anno scolastico……);collegano e integranoin un Piano Educativo Personalizzato  gli interventi didattici, educativi, terapeutici, riabilitativi (scolastici ed extrascolastici);stabilisconoi tempi e i modi delle verifiche……..”

La C.M. n.250 del 3 settembre 1985, prot.2402, chiarisce che “Dal punto di vista dell’azione educativa che la scuola deve compiere, non ha importanza tanto la classificazione tipologica dell’handicap, quanto l’analisi e la conoscenza delle potenzialità del soggetto che ne è portatore e la definizione dei suoi bisogni educativi…….”

La Legge n.104, già citata, chiarisce che l’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona che si trova in situazione di handicap,  nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione.

La C.M. n. 250 già citata, ed il successivo D.P.R. 24 – 02 -1994 precisano che alla segnalazione dell’alunno come portatore di handicap ed alla acquisizione della relativa documentazione, deve far seguito unaDiagnosi Funzionalead un intervento educativo e didattico adeguato, alla cui definizione provvede l’unità multidisciplinare composta  dal medico specialista nella patologia segnalata,dallo specialista in neuropsichiatria infantile, dal terapista della riabilitazione………..

LaDiagnosi Funzionaledovrà porre in evidenza, “ Accanto ai dati anagrafici e familiari, il profilo dell’alunno dal punto di vista fisico, psichico, sociale e affettivo, e comportamentale e dovrà mettere in rilievo, sia le difficoltà di apprendimento conseguenti alla situazione di  handicap e le relative possibilità di recupero, sia le capacità e le abilità possedute che devono essere sostenute , sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate…..”  PerDiagnosiFunzionalesi intende la descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psico-fisico dell’alunno in situazione di handicap al momento in cui accede alla struttura sanitaria per conseguire gli interventi previsti dagli art. 12 e 13 della Legge n.104/1992.

La Circolare Regionale n.33 del 20 Ottobre 1993, precisa che laDiagnosi Funzionaledeve comportare la descrizione delle seguenti aree :cognitiva, linguistica, relazionale, sensoriale,motorio-prassicae dell’autonomia.

AllaDiagnosi Funzionalefa seguito unProfilo Dinamico funzionale(art.12-COMMA 5 - Legge 104/92) ai fini della formulazione di un Piano Educativo Personalizzato (inserito nella Programmazione didattica e  del Consiglio di classe e disciplinare di ciascun docente) alla cui elaborazione partecipano docenti delle varie discipline, docente specializzato di sostegno, operatori delle Unità Sanitarie Locali , famiglia.

IlProfilo Dinamico Funzionaleindica le caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dell’alunno; pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento conseguenti alla situazione di handicap, sia le possibilità di recupero, sia le capacità possedute che devono essere sostenute, sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate.

All’interno dei Consigli di Classe della SMSL.Stefaninie sede coordinataA.Martini, in cui sono inseriti alunni portatori di handicap si dovrà:

1.        Effettuare almeno tre incontri, nell’anno scolastico, con gli operatori sanitari ed i genitori del ragazzo che si trova in situazione di handicap – Tali incontri saranno preventivati ed inseriti nel Piano Annuale delle attività dei docenti.

·         All’inizio dell’anno scolastico per la progettazione del Piano Educativo Individualizzato dell’allievo

·         A metà anno scolastico per la verifica in itinere

·         A fine anno scolastico per la verifica finale

2.        Nel caso di handicap particolarmente gravi gli incontri saranno modulati sulla base delle difficoltà emergenti e concordati all’interno di ciascun Consiglio di classe.

3.        Richiedere, presso gli operatori sanitari, la diagnosi funzionale del disabile, ad ogni nuovo inserimento e/o all’inizio del nuovo ciclo scolastico.

4.        Formulare, all’inizio di ciascun anno scolastico, il Profilo Dinamico Funzionale dell’allievo, in collaborazione con gli operatori sanitari e con la famiglia del ragazzo.

5.        Stendere, all’inizio di ciascun anno scolastico, il PEI dell’allievo , sulla base della diagnosi medica, della diagnosi funzionale e del profilo dinamico funzionale, in riunione congiunta degli operatori scolastici, degli operatori sanitari e della famiglia.

6.        Individuare nel docente di sostegno, tra le altre, due funzioni fondamentali :

·Funzione-filtro-  attraverso il docente di sostegno passano tutte le attività che ruotano intorno al ragazzo che si trova in situazione di handicap.

·         Funzione- tramite -  il docente di sostegno è il tramite per il collegamentoscuola-famiglia-operatorisanitari

7.        Fornire informazione quanto più possibile dettagliata ed aggiornata sulla normativa relativa alla integrazione scolastica   degli alunni che si trovano in situazione di handicap, attraverso il Coordinatore del Consiglio di classe

8.        Promuovere il raccordo tra i vari ordini di scuola  negli anni “ponte”, in relazione alla continuità educativa e didattica, attraverso il passaggio delle informazioni quanto più possibile dettagliate e attraverso il passaggio della documentazione.

Legge n.104/1992